lunedì 25 luglio 2016

Il dolce dei 6 minuti


Sempre evviva l'albicocca!!!!




Questo dolcetto è la salvezza quando bussano alla porta e voi state ronfando sul divano.
Questo dolcetto è la gioia dei golosi che non si annunciano, ma arrivano.
Questo dolcetto costa pochissimo.
Questo dolcetto è di una facilità imbarazzante.
Questo dolcetto è buono.

Se volete provare questo dolcetto vi serviranno per 4 pax:

1/2 kg di albicocche
200 g zucchero semolato
cannella in stecca
1 chiodo di garofano
fava tonka
150 ml di passito
3 uova medie
alloro fresco o rosmarino  o timo....quello che vi piace
burro qb

per il croccante:

zucchero semolato
limone
banana disidratata 40 g
pinoli  20 g 





 Quindi laviamo ed asciughiamo le albicocche, apriamole a metà e priviamole del nocciolo.
Poniamo in una pentola di medie dimensioni, uniamo il vino passito, 160 g di  zucchero, una grattata di cannella( abbondante), una grattata( modesta) di fava tronka ed idem con il chiodo di garofano.

Cuociamo dolcemente fino ad avere un composto sufficientemente denso, il che significa un composto che non coli, un composto che si incolli per bene al cucchiaio, tipo marmellata.
Occhio che non bruci sui bordi.

Attendiamo che la temperatura scenda per poter unire le uova, altrimenti le cuoceremmo, e passiamo tutto al minipimer alla massima velocità.

Setacciamo due volte  e preserviamo la composta che deve essere fine ed omogenea.


Ungere uno stampo, oppure quattro stampini in silicone e cospargere abbondantemente con il restante zucchero.

Colmare con la composta.
Sigillare con carta alluminio alimentare.
Disporre nel cestello della pentola a pressione oppure in vaporiera.
Unire all'acqua le foglie di alloro e timo, oppure il rosmarino.
Chiudere e portare al bollore.
Una volta raggiunto il bollore abbassare la fiamma e cuocere esattamente per 6 minuti.

Spegnere, sfiatare totalmente,  aprire e lasciar raffreddare direttamente nella pentola o nella vaporiera.



Sformare, cospargere molto generosamente con il croccante e poca cannella.

Per il  croccante:

tostare rapidamente pinoli e banana disidratata, caramellare lo zucchero, unire qualche goccia di succo di limone e la frutta tostata.

Versare su di un piano in marmo protetto ed unto.
Lasciar totalmente solidificare e quindi rompere o polverizzare a seconda dell'effetto voluto. 

P.S. Uno di questi giorni vi racconterò di mia figlia che a Tolga si è comprata una macchinetta color oro e sta attraversando tutta l'Australia con la sua nuova, anzi, decrepita, "Giadamobile"!!!!!

mercoledì 13 luglio 2016

Filetto di pollo farcito ai gamberi rosa

Un piatto leggero, fresco, semplice, dal sapore delicato ed agrumato.

Si può consumare caldo, tiepido oppure freddo, affettato molto più finemente, magari a macchina e servito come un'insalata.

Io l'ho proposto così, in versione più classica, come seconda portata.

Per una porzione serve:

1 filetto di pollo
6 gamberi rosa
2 nastri di carota
2 nastri di zucchina
2 fette di lardo piacentino
sale fino, pepe bianco, senape forte, olio evo, timo fresco
vino bianco secco
succo di arancia
succo di pompelmo rosa


Praticare in ogni filetto un'incisione laterale, ottenendo una tasca profonda.
Inserire i gamberi privati di testa, coda, carapace, filo intestinale e già conditi con sale e pepe.
Sovrapporre i nastri di carota e quelli di zucchina.
Riavvicinare per bene i lembi della tasca e sigillare fasciando con le fette di lardo piacentino.
Rosolare in un fondo d'olio con qualche rametto di timo.
Girare dal lato opposto e lasciar colorire molto bene. Salare.
Sfumare con il bicchiere di vino bianco secco, lasciar evaporare.
Unire mezzo bicchiere d'acqua, coprire e cuocere 10 minuti a fiamma media.
Lasciar riposare coperto.
Nel mentre preparare l'emulsione con il succo di pompelmo, il succo d'arancia, la senape forte, l'olio evo, sale, pepe ed il fondo di cottura filtrato.
Affettare il filetto farcito, servire irrorato con l'emulsione agli agrumi.




Ed ora qualche immagine dall'ultimo tour con Perla Raschini, io la definisco sempre come la titolare del "Banqueting dell'impossibile"!! Là dove gli altri non arrivano, lei si lancia. 
Montagne remote, spazi aperti ed impervi, cucina in alto mare, isolette che neanche sulle mappe!!

Poi però, capitano anche ville così










e palazzi così





e se non dovessimo continuare a  cucinare, cucinare, cucinare, moltiplicando le porzioni, accontentando le singole ed improvvise esigenze di ognuno, certamente staremmo con il naso all'insù, beate, fra affreschi, stucchi, marmi e dorature da perderci la testa!



martedì 5 luglio 2016

Il mio orto è magico

I cetrioli devono essere magici.
Li annaffi la sera e loro sono lì, tranquilli, nascosti tra il fogliame, ancora piccoli e bitorzoluti.


Li ritrovi al mattino e già non li riconosci più.
Enormi, turgidi e lisci, letteralmente incastrati nel castelletto di metallo che li sostiene.
Si replicano misteriosamente di notte.
Tutte le notti.


Tutti gli anni.
Eppure la cosa non smette di sorprendermi.

Se avete idee con i cetrioli, oltre alle solite insalate con feta e anguria e tonnellaggi di tzatziki, passate pure perchè credo che questa sarà un'estate decisamente "cetriolosa"!!!

Mi piacerebbe poter fare un'equa misura tra i sovradimensionati cetrioli e le microscopiche melanzane.


 Purtroppo pare la magia non si possa compiere ed allora mi accontento e propongo delle tartellette piccole piccole con melanzane piccole piccole, ma saporite, da succhiare fino al picciolo.


Nel mio orto succedono  cose strane, ad esempio per la prima volta la cycas sta fiorendo,




queste invece sono già fiorite, io le trovo splendide!




Protetta dalle foglie della yucca dorme una chiocciola




I pomodori muchamiel, direttamente da Tenerife, stanno facendo il loro lavoro, li conto e li riconto ogni giorno.




Sono in dubbio se sia il momento di sradicare la radice di cren, le foglie sono enormi e fanno ben sperare, ma chissà se sotto ci sarà un tubero bello grosso o una "carotina" sfigata.
Adoro il sapore pungente del cren,  senza, insalate e carni non sarebbero le stesse.
Ultimamente ho fatto anche una piccola bavarese al cren, per accompagnare un pesce:))





Nel mio orto ci sono nidi giganti fatti non si sa da che uccelli.



 Ci sono piante di zucchette che crescono spontanee in mezzo alle piante grasse.



Ci sono statue fra i rami d'ulivo a loro volta abbracciati da cascate d'edera.



C'è una grossa radice di ciliegio con la statua di Didi piccolo che gioca a nascondino.


Nel mio orto c'è un sacco di vita, di sorprese, di bellezza ed io ne sono travolta.

Perchè mi emoziono così tanto per qualche "ciuffo d'erba"??
Perchè non sono mai a casa e quando ci torno non posso non ricordarmi quanto io sia la persona più fortunata del mondo!!!

A proposito, ecco dov'ero



La poesia delle Ville Venete e la cucina dell'amica di sempre Perla Raschini




Un binomio perfetto per ogni evento speciale, dal più raffinato, al più giovane e modaiolo:))
 


Matrimonio felice e divertente e dopo il banchetto nuziale la serata è stata dedicata a musica e pizza a go go.
Niente foto delle pizze, avevamo decisamente tutti le mani in pasta!
 



Questo non è che l'inizio, si riparte prestissimo.
Ciao orticello mio, ciao amici che passate di qui. Buona estate e gioia infinita a tutti!!!

giovedì 16 giugno 2016

Lo spiedone furbone

Come altro si potrebbe chiamare un pranzo per quattro persone ricavato in pochissimo tempo, con pochi ingredienti e soprattutto quasi a costo zero?!!

Di questi tempi tocca fare la punta al cervello.
Trovo che sia una sfida estremamente interessante.




LO SPIEDONE FURBONE

Servono:

1 pane di casa- per me una baguette "vecchia" di 3 giorni
2 zucchine
2 patate
2 carote
2/3 carciofi (non è più stagione, ma io ho raccolto gli ultimi ed il piatto nasce proprio per utilizzare "gli eroi del mio orto")
1 pezzo di toma di pecora brigasca o il  pecorino semistagionato che preferite voi
2 uova
1 pezzo di focaccia secca grattugiata- oppure grissini o pane secco grattugiato
30 g di nocciole( portate dal gruista del cantiere di fronte in cambio di un tot imprecisato di caffè+ sambuca)
sale, pepe, scorza di limone grattugiata ed il suo succo filtrato
olio di arachide, olio evo

  A portata di mano padella di ferro e spiedo lungo di metallo "biforcuto", oppure due spiedi di legno.
Controllate PRIMA che lo spiedo entri interamente nella padella!!!!!




Qui scadiamo nell'imbarazzante!

Nell'ordine dobbiamo:
Disporre una pentola con abbondante acqua al fuoco, portare al bollore e salare.
Nel mentre puliamo tutta la verdura, laviamo le zucchine, peliamo carote e patate, eliminiamo foglie esterne, barbe e spine ai carciofi.
Affettiamo tutto finemente.
Sbianchiamo un po' per volta le verdure, raffreddiamo in acqua e ghiaccio.
Scoliamo e tamponiamo. 

 

 Affettiamo finemente anche la toma brigasca, idem per la baguette.

Importante, cerchiamo di avere fette delle stesse dimensioni.
Ovviamente per carote e zucchine sarà impossibile avere lo stesso diametro delle patate ed ecco perchè procederemo in questo modo:
allineiamo metà delle fette di patata, sormontiamo alternativamente con le rondelle di zucchina, o di carota, o di carciofo e copriamo con le rimanenti fette di patata.
In pratica otteniamo tanti piccoli sandwiches di patate farcite.
Piccoli, ma ben ben imbottiti.



 Predisponiamo lo spiedo: inseriamo alternandoli fette di pane, patate farcite, lamelle di formaggio.
Ogni volta spingiamo e pressiamo molto bene.
E' importante, il pane ruba l'umidità residua dalle verdure.
Umidità che non bagna, ma ammorbidisce leggermente.
Con questo criterio creiamo uno spiedone ultra ricco.
Mescoliamo la focaccia grattugiata con le nocciole tritate finemente( ma pure mandorle o pinoli).
Battiamo l'uovo.
Passiamo lo spiedone prima nell'uovo, scoliamo, passiamo nel mix e facciamo aderire.
Lasciamo cadere l'eccedenza e ripetiamo con attenzione. 
Sembra una cretinata, ma è il momento più delicato.
L'uovo deve imbibire il pane e penetrare in tutte le fessure residue, questo consentirà di avere un sigillo perfetto in frittura.
Quindi procediamo all'ultimo passaggio: portiamo l'olio a 170°, introduciamo lo spiedo e non abbandoniamolo, giriamolo ogni 30 secondi fino ad averlo colorito in ogni lato.
Scoliamo.
Lasciamo riposare un minuto.
Nel mentre prepariamo una citronette con olio evo e la sua buccia grattugiata, limone, sale, pepe.
Sfiliamo lo spiedo, con un taglio netto, niente pressioni, dividiamo a metà e poi in quattro.
Pennelliamo con la citronette e serviamo.

Se vi piace potete unire nello spiedo lamelle di fungo e nella citronette un cucchiaino di senape forte.
Molto forte, chiaro.

Servite con un'insalata fresca e non sbagliate a scegliere, please!!!
 

mercoledì 1 giugno 2016

Il mio nome è Papavero!

Quando ho aperto questo blog avevo un unico, chiaro  obiettivo, risparmiare i soldi che un web designer od un web marketer mi avrebbero giustamente chiesto per realizzare ed indicizzare un sito efficace.

Ho risparmiato quei soldi.
E' stato facile, non li avevo del tutto.
Idem adesso!

Ovviamente non ho neanche un sito e neppure un blog efficace, più che giusto. Non lo merito.
Eppure, incredibile, ma riesco a vivere comunque serenamente!

Aprì il blog mia figlia in cinque minuti, forse meno.
Decidemmo il nome in base al lavoro che in quel momento mi rappresentava, l'intaglio dei vegetali.

Due giorni dopo quel nome già mi stava antipaticissimo, adesso che ci vedo meno ed intaglio quasi niente, al massimo le unghie, quel nome mi sta proprio sulle scatole:((

Quindi lo cambio

IL MIO NOME E' PAPAVERO

Da sempre il mio fiore preferito è il papavero.

E' il fiore più forte, cresce spontaneo in mezzo ai campi, in mezzo al grano.
Corre lungo i binari lasciando presagire viaggi infiniti e senza meta.

UN PAPAVERO NON SI ADDOMESTICA

Un papavero non sta in un'aiuola, al massimo ci cresce vicino per disordinare dispettosamente un giardino troppo composto.

UN PAPAVERO SE NE FREGA

Il papavero è il fiore più fragile, se gli stropicci i petali loro piangono e ti svaniscono tra le dita  in un attimo.

UN PAPAVERO E' LIBERO PER SEMPRE

Non c'è niente al mondo di più triste di un papavero in un vaso, riuscite ad immaginarlo??
Può vivere solo nella terra e quella terra se la sceglie lui.

Il mio soprannome è sempre stato Papavero.

Papavero è il nome con il quale io chiamo le persone che sento uguali a me.
Queste persone sono chiaramente pochissime e preziose.

Non mi resta che capire come cambiare nome al blog.
Se qualcuno lo sa per favore mi regali il segreto:))

In cambio io regalo  le sfumature verdi dei piatti nati, anche stavolta, dal mio orto:


FLAN DI FAVE E BORRAGINE, MERINGA AI PINOLI E FIORI DI ROSMARINO



SALAME DI DENTICE E ASPARAGI AL VAPORE DI MIRTO



FIORE DI ZUCCHINA, ZUCCHINA, PRESCINSEUA, BORRAXE E BAXAICO'



...e che la vita vi sia lieve, intensa, dannatamente curiosa sempre!!

domenica 10 aprile 2016

Sablée alla liquirizia, mousse al limone, lampone frizzante

Finalmente biscotti!!!!

Inutile dire che Dani e Juri ci hanno resi tutti una community di  golosi giustificati, eccitati e a breve consapevolmente, finalmente gaudenti.
Presumibilmente più e più volte:))

L''incontenibile eccitazione è scoppiata nel momento stesso nel quale i vincitore uscenti, pazienti "incocciatori" di cous cous e cucinieri del brodetto trionfante, hanno rilanciato sugli schermi dell'MTC la nuova sfida mensile: BISCOTTI!

Che dire....volervi bene é davvero facile!

SABLEE ALLA LIQUIRIZIA, MOUSSE AL LIMONE , LAMPONE FRIZZANTE


Negli anni '70, pure '80 credo, esisteva un gelato su stecco che ho sempre amato tantissimo, il Liuk.
Bastoncino di liquirizia e sorbetto al limone.
Esattamente nella stessa epoca si vendevano delle deliziose bustine piene di una polverina dolce ed estremamente frizzante.
La mettevi in bocca e lei ti scoppiettava sul palato, una figata pazzesca.
Già all'epoca la mia combinazione personale della faccenda era prendere un Liuk, aspettare quel tanto che fosse meno ghiacciato e pucciarlo nella  polverina scoppiettante.

Il mio biscotto è totalmente dedicato a questo ricordo.
Ricordavo bene.
Funziona anche nel 2016!
Viziata prima e viziata ora.
Non oso immaginare il mio destino!



Per  la frolla sablée alla liquirizia

250 g di farina
150 g di burro
1,2 g di sale fino
5 g liquirizia pura

1 g di buccia di limone
1 g di buccia d’arancia
100 g di zucchero a velo

3 tuorli medi

Polverizzare la liquirizia in un mortaio.
In una conca mescolare  materia grassa, sale fino,  aromi e liquirizia. Unire le polveri e sabbiare il tutto. Aggiungere zucchero e uova e lavorare il tutto fino a completo assorbimento.

Pellicolare, a riposo in frigo per una notte.

Stendere rapidamente, abbassare allo spessore di 1/ 2 cm.
Portare il forno a 180°.
Tagliare con gli stampi, ripassare in frigo 1/2 ora.
Infornare e cuocere 10'.
Spegnere, estrarre, lasciar raffreddare, preservare.





Per la mousse al limone


3 limoni verdi( succo e scorza grattugiata)
1 uovo + 1 tuorlo
3 albumi montati a neve
2 fogli di gelatina
100g di zucchero semolato
250g di  mascarpone
25g di zucchero a velo
30g di  burro a temperatura ambiente


Reidratare la gelatina.
Spremere il succo dei limoni e filtrarlo.
Disporre in una bastardella l'uovo, il tuorlo, il succo e lo zucchero .
Passare a bagnomaria e cuocere sempre montando con una frusta a mano fino a raggiungere la temperatura di 85°.
Unire la gelatina reidratata, scolata e ben strizzata.
Sciogliere sempre mescolando.
Unire il burro a fiocchetti.
Lasciar raffreddare, unire la scorza grattugiata dei limoni.
Unire il mascarpone montando con le fruste.
Montare gli albumi in neve stabile, unire lo zucchero velo.
Unire a cucchiaiate gli albumi montati alla massa al mascarpone, avendo cura di non smontarla.
Raffreddare, passare in sac à poche, preservare conservando a + 4.



Per il lampone frizzante 

5 g lamponi liofilizzati 
50 g zucchero velo
1 cucchiaino bicarbonato di sodio
1 cucchiaino acido citrico

Riunire e frullare tutti gli ingredienti alla massima velocità.
Setacciare e preservare.

Questa polvere si può ottenere con qualsiasi altro frutto liofilizzato, oppure con la stessa polvere di liquirizia.
Si conserva 15 gg. in barattolo.
Sottovuoto per 2 mesi.



 Ora si gioca: allineare la metà dei biscotti, distribuire un bel ciuffo di crema, sovrapporre la restante metà dei biscotti, premere, eliminare l'eccesso di crema.
Rotolare nella polvere frizzante.
Ridere a crepapelle.
Ripetere.
Riridere....ripetere.

Con questo biscotto partecipo all'MTC n° 56