giovedì 16 ottobre 2014

Lasagna al caffè, gamberoni, radicchio, sauce mornay allo scalogno

Quella gambalunga della Sabrina Gasparri, vincitrice uscente dell'ultima sfida dell'MTC, ha scelto questo mese di farci brutalmente ingrassare cucinando e mangiando tonnellaggi di lasagne.
Non ci è parso vero!!!!!!!
Di solito tocca trovare scuse per giustificare gli stravizi, questo mese.....è un dovere, la causa ce lo impone e noi ubbidiamo solerti!

Senza pormi troppe paranoie per conquistare il clik giusto.....tanto non mi è mai, proprio mai successo, vi propongo la mia

LASAGNA AL CAFFE', GAMBERONI, RADICCHIO, SAUCE MORNAY ALLO SCALOGNO



Ho letto con attenzione tutti i post dedicati alla sfoglia, tanti consigli, tutti interessanti.....le dritte non bastano mai!!!!
Ho quindi scelto di realizzare  la mia lasagna( la dose è per 6/8 pax, ma io ne ho cucinato solo 2 e conservato la restante per un "altro progetto") utilizzando per la sfoglia:

270 g farina "0"
 30 g chicchi di caffé macinato
1 pizzico di peperoncino in polvere
1/2 cucchiaino di scorza d'arancia grattugiata
3 uova intere
1 guscio d'uovo colmo d'acqua

Inutile che spieghi io come fare, Sabrina ha fornito tutte le dritte necessarie e vedendo le vostre sfoglie direi che " tutta la classe" è stata davvero disciplinata ed attenta......oppure qui c'era già dell'esperienza....e non poca!!


Ho impastato e tirato la mia sfoglia, bella profumata e ruvida quanto necessario.
Dopo il raccomandabile riposo ho tuffato i rettangoli di pasta in acqua bollente salata, scolato, allargato su di un torcione pulito, pennellato con un velo d'olio, coperto e preservato nel telo stesso.
Nel mentre ho preparato il ripieno, per una porzione servono:

4 gamberoni
1 scalogno
1/ 2 cespo di radicchio rosso di Treviso( in questo caso precoce)
burro, olio evo, prosecco, sale, pepe, timo fresco.

In un ampio tegame scaldare burro ed olio, una volta a temperatura unire lo scalogno finemente tritato.
Cuocere qualche minuto sempre mescolando senza far colorire e senza unire liquidi.
Aggiungere i gamberoni interi ma privati del filo intestinale( estrarlo con la punta di uno spelucchino praticando un forellino sul dorso del carapace), cuocere a fiamma alta, girare, unire il radicchio rosso tritato molto grossolanamente, coperchiare, cuocere ancora 2 minuti, alzare la fiamma, spegnere con il vino, lasciar evaporare, correggere con sale, pepe, timo sfogliato.


Recuperare i gamberoni, privarli di testa e carapace( tranne uno che servirà per la decorazione individuale), tagliarli a tocchetti, preservare.

Preparare la salsa mornay: 

60 g burro
60 g farina "00"
500 g latte
100 g gruyére
2 tuorli d'uovo
100 g panna fresca
30 g scalogno stufato
burro,sale, pepe nero, noce moscata

Stufare con un cucchiaio di burro lo scalogno e preservare.
Fondere in casseruola il burro, unire la farina, mescolare, cuocere un paio di minuti, unire il latte già caldo e portare a cottura come per una normale besciamella.
Correggere la sapidità, unire pepe e noce moscata.
Pellicolare a contatto, nel mentre mescolare i tuorli con la panna, grattugiare il formaggio.
Unire alla besciamella il composto di panna/uova, mescolare alla perfezione.
Aggiungere lo scalogno stufato e successivamente il gruyère grattugiato, incorporandolo alla perfezione.



Allineare tutti gli ingredienti, portare il forno a temperatura( 200°)

Imburrare la pirofila senza trascurare angoli e bordi.
Distribuire sul fondo un velo di sauce mornay, sovrapporre un foglio di lasagna al caffè, coprire con un secondo strato di salsa.
Cospargere con qualche tocchetto di gamberone ed una cucchiaiata di radicchio/ scalogno.
Proseguire con un secondo foglio di lasagna, altra salsa, gamberoni, verdure, salsa.
Ripetere per almeno 4 volte, chiudere con il foglio di lasagna ed abbondante salsa mornay( preservarne un po' per il dressaggio del piatto).


Per  completare il piatto servono:

mandorle a lamelle
olio d'arachide per friggere
1 foglio di lasagna al caffé ancora cruda
qualche foglia di radicchio tagliata a julienne
una punta di caffé in polvere
1/2 cucchiaino di miele liquido
scorza d'arancia
il gamberone tenuto integro da parte e rapidamente ripassato in padella

Coprire la lasagna con uno strato sottile ed uniforme di mandorle a lamelle, infornare a 200° per 15 minuti.
Nel mentre arrotolare il restante foglio di lasagna, tagliarlo molto sottilmente ottenendo una piccola matassa di tagliatelline.
Portare l'olio alla temperatura di 170° e friggere, scolare, preservare.

Scaldare ed allineare i piatti, distribuire sul fondo di ognuno una cucchiata di salsa mornay ed allargarla con il dorso di un cucchiaio, sporcare con una punta di polvere di caffé, un paio di lamelle di mandorle e scorza d'arancia.
Disporre al centro la lasagna ormai cotta e lasciata riposare almeno 5 minuti.
Sormontare con la matassa di tagliatelle al caffè fritte, la julienne di radicchio, chiudere con il gamberone lucidato con un velo  di miele e sporcato con pochissimo caffé.

Con questa ricetta partecipo al gioco più figo del web, il solo ed unico MTChallenge!!!




sabato 11 ottobre 2014

Bavarese di topinambour al Pastis, gelée di peperone, vongole tiepide all'anice

Difficile spiegare un sapore.

Talvolta è così difficile che non ci si riesce ed è proprio quando io non riesco ad intuire o comprendere che ho assolutamente bisogno di provare.
Può capitarmi, ed infatti mi capita, di non essere soddisfatta, di essere sorpresa in negativo, ma non rinuncerei mai al tentativo, un sapore che mi sfugge mi toglie letteralmente il sonno e mi rapisce la mente in pieno, non potrei pensare ad altro!!

Da sempre la mia ossessione è la ricerca dell'equilibrio.
Questo mi ha spesso portato ad "esperienze estreme".....per gli altri, si intende!!!!

Ciò che entra nei mie piatti, per quanto folle possa sembrare è il risultato di moltissime prove, di studio, di ricerca, delle ricerche (fondamentali) fatte da altri....e mille volte grazie a tutti quelli che hanno provato prima di me.

Sono sicura che se nella nostra categoria di cuochi ci fossero meno prime donne e più spirito di gruppo, di condivisione sincera, riusciremmo a tutelarci di più, lavorare meglio e portare la ricerca molto, molto avanti !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Anche oggi questo piatto nasce dall'intuizione altrui, mediata dalle modifiche di molti, dirottata sulla mia strada, provata in purezza, corretta, anzi "scorretta", finchè si è adattata perfettamente alla mia bocca.
Quando si parla di "mangiare" la bocca è il giudice, il resto......è fuffa!

BAVARESE DI TOPINAMBOUR AL PASTIS, GELEE DI PEPERONE, VONGOLE TIEPIDE ALL'ANICE



Per la bavarese: 250 g di topinambour
                             30 g olio evo
                             50 g cipolla
                             100 g latte intero
                            150 g brodo vegetale (carote, finocchi, scalogno, porro, zucca, funghi shitake,                                         prezzemolo)
                            2 g semi di anice
                            8 g gelatina in fogli
                            250 g di panna
                            15 g di pastis
                            sale,pepe

Per le vongole: 1 kg di vongole
                          100 g olio evo
                          30 g succo di limone
                          50 g chicchi di melograno
                          50 g pomodorini spillo
                           2 g semi di anice
                          sale, pepe, prezzemolo, peperoncino fresco

Per la gelée di peperone: 500 g peperoni rossi ben carnosi
                                           5 g agar
                                           sale, pepe, tabasco


Cominciare in netto anticipo, anche il giorno prima, con la bavarese.
Rosolare nell'olio la cipolla tritata, unire i topinambour lavati, pelati e tagliati a tocchetti, mescolare, coprire, stufare bagnando con il latte alternato al brodo vegetale aromatico.
Unire l'anice pestato nel mortaio, correggere la sapidità, pepare.
Passare con la pistola ad immersione e poi al cinese.
Reidratare la gelatina in acqua fredda, strizzare bene ed unirla al Pastis scaldato a parte, mescolare fino al completo scioglimento che avverrà in pochissimi secondi.
Unire la gelatina al Pastis alla crema di topinambour, mescolare intimamente, lasciar raffreddare.
Unire la panna semimontata ed amalgamare, distribuire in stampi monoporzione, lasciar consolidare, mantenere in frigorifero.


Preparare la gelée di peperone: infornare i peperoni  a 220°, lasciarli abbrustolire girandoli un paio di volte, una volta cotti eliminare la pelle, i semi interni e le membrane.
Disporre nel bicchiere del mixer frullare, salare, pepare, unire un paio di gocce di tabasco.
Pesare il composto, porlo al fuoco ed unire per ogni 100 g di crema di peperone 1 g di agar, cuocere 3 minuti.
Allontanare dalla fiamma, cambiare contenitore, lasciar rapprendere.
Prima che il composto sia del tutto gelificato frullarlo alla massima velocità e disporlo in uno squeeze.

Estrarre dal frigo le bavaresi e aiutandosi con uno scavino oppure un cucchiaio asportare una semisfera creando una cavità sulla sommità delle bavaresi.
Colmare la cavità con la gelée di peperone.
Conservare in frigo fino al momento del servizio.



Il giorno stesso: preparare il condimento con succo di limone, prezzemolo tritato, peperoncino, anice pestato, sale, pepe, chicchi di melograno e pomodorini spillo. Lasciar insaporire.
Dopo aver spurgato per bene le vongole( meglio ancora lasciarle a bagno in acqua salata tutta la notte) batterle per verificare che non contengano sabbia.
Tuffarle poche per volta in una pentola d'acqua bollente( oppure acqua e vino bianco) recuperarle immediatamente, preservare al caldo ben coperte.
Ricoprirle con la marinata all'anice e servirle subito accompagnate dalla bavarese di topinambour e Pastis.


mercoledì 8 ottobre 2014

Cotolette di gamberoni, n'duja, insalata di carote,arancia e melograno

Quando la mia amica Chiara mi ha prestato il magnifico volume di Antonio De Rosa - Medi_Tandum -sono letteralmente impazzita perchè la sua cucina è esattamente quella che piace a me, assolutamente personale, creativa con intelligenza e senza gratuità, conoscenza assoluta della materia, lettura personale del piatto, geniale, senza dubbio.

Diligentemente ho cominciato a segnare tutto ciò che avrei desiderio di provare, prima in modo assolutamente fedele all'originale e poi, ovviamente mettendoci del mio:)))

Oggi al contrario "ci ho messo solo del suo" e sono partita con un antipasto che è stato assolutamente apprezzato, approvato e promosso,( quindi domani girerò pagina e proverò subito qualcos'altro)!!!!

COTOLETTE DI GAMBERONI CON BASILICO E N'DUJA, INSALATA DI CAROTE, ARANCE E PISTACCHI, VINAIGRETTE AL SUCCO DI MELOGRANO



Serviranno: 300 g di gamberoni
                    foglie di basilico in numero pari al numero dei gamberoni
                    5 g di n'duja calabrese
                    100 g di salsiccia sgranata e ben lavorata fino a ridurla in una pasta spalmabile
Panatura:     150 g di pan carrè senza crosta grattugiato
                    100 g di farina di mais
                    50 g di pecorino sardo grattugiato
                    150 g di uova
                    120 g di farina "00"
                    4 g di sale fino
Insalata:       50 g carote novelle
                     100 g segmenti di arancia
                     40 g di pistacchi
                     20 g di uva passa rinvenuta in acqua tiepida e aceto di vino rosso
                     10 g di chicchi di melograno
Vinaigrette: 10 g di acqua di fiori d'arancio
                    20 g di succo di melograno
                    20 g di aceto di Chianti
                    100 g olio evo
                    fleur de sel, pepe nero, cannella, garofano
Guarnizione: germogli, insalata riccia, pistacchi al naturale sgusciati.



Questa è a mio giudizio la ricetta più semplice di tutto il libro, seguendo le indicazioni fallirla è assolutamente impossibile!!!!

Quindi: si puliscono i gamberoni privandoli della testa e del carapace, si mantiene solo la codina.
Si incidono sul dorso eliminando l'intero budellino, poi si collocano fra due fogli di carta forno e si appiattiscono con delicatezza.
Si condisce con sale e su ogni gamberone si appoggia una foglia di basilico lavato ed asciugato e la si fa aderire con una leggera pressione.
A questo punto si amalgamano alla perfezione la pasta di salsiccia e la n'duja, dopodichè si fanno aderire ad ogni singolo gamberone coprendoli interamente.


Si spolvera con la farina setacciata e si passa nell'uovo.
Successivamente si passa nella panatura ( farina di mais, pecorino, pan carrè grattugiato)ripetendo l'intera operazione uovo/ panatura per due volte. Friggere in olio a 180°, scolare, passare su carta per fritti.
Pelare ed affettare longitudinalmente le carote novelle, unire gli spicchi di arancia già pelati al vivo, la metà dei pistacchi tritati grossolanamente e l'uva passa ben sgocciolata, completare con i chicchi di melograno e condire con la seguente vinaigrette.
Nel mortaio pestare il pepe nero in grani, unire il fleur de sel, i chiodi di garofano e la cannella fino ad ottenere un mix potentemente odoroso e speziato.
Unire il succo di melograno e l'aceto di Chianti.
Aromatizzare con l'acqua di fiori d'arancio, unire l'olio a filo, battere per montare ed ottenere un'emulsione .
Accompagnare i gamberoni panati con l'insalata condita unendo a piacere germogli ed insalata riccia più qualche pistacchio.



Unica omissione commessa è stata proprio la mancanza di germogli e di verde che al contrario sarebbe auspicabile per non dire necessaria.

Il piatto è interessante, i sapori sono costruiti alla perfezione, la vinaigrette parla di ricordi mediorientali, spezie e profumi intensissimi seppur raffinati.
Avvicinati ai gamberi così golosi e ricchi questi sapori esplodono, c'è grassezza, opulenza, dolcezza, sapidità......direi che c'è tutto ed io non vedo l'ora che sia domani per scoprire che sta succedendo alla supreme in infusione di karkadè che da qualche ora "lavora" per me!!;))



sabato 20 settembre 2014

Cavoletti, caramello al limone, mandorle e uovo barzotto marinato alla soia, sul riso

Quante parole per un concetto semplice, anzi così elementare da riassumersi in .....una forchettata di sapori che si completano e danzano all'unisono!!
In questo piatto studiato per l'MTC di settembre, sfida lanciata da Acquaviva, troverete il sapore netto ed amaro dei cavoletti di Bruxelles, tutta la dolcezza sciropposa del caramello al limone, la nota profonda e croccante delle mandorle speziate, la sapidità della salsa di soia nella quale verrà marinato l'uovo barzotto con il generoso e cremoso cuore che abbraccerà tutto colando sul riso.



Per 4 persone:
200,00 g riso parboiled
  20,00 g olio evo
  20,00 g burro
  30,00 g cipolla
150,00 g cavoletti di Bruxelles sbianchiti 2 minuti in acqua bollente poco salata e raffreddati
  40,00 g mandorle non pelate
100,00 g acqua
100,00 g zucchero semolato
    1         limone bio, scorza e succo
    4         uova
    1         tazza di salsa di soia scura
    1         cucchiaio di sale alle alghe e sesamo


Scaldare in un tegame che possa successivamente andare in forno l'olio evo, unire la cipolla, mescolare, attendere che diventi trasparente, aggiungere il riso parboiled, mescolare, unire i cavoletti sbianchiti, raffreddati ed asciugati, mescolare ancora.
Unire 400,00 g di brodo( ho utilizzato l'acqua di cottura dei cavoletti alla quale avevo unito una scorza di limone ed 1 spicchio d'aglio), raggiungere il bollore, salare poco.
Coprire, passare al forno in temperatura a 180° per 5 minuti.
Trascorso questo tempo unire le mandorle preparate come segue:
mescolare in una ciotolina sale alle alghe e sesamo, unire un cucchiaio d'olio e le mandorle non pelate.
Rotolarle per bene fino ad averle ben avvolte, passarle in forno( si può fare con diversi giorni d'anticipo) e tostarle.


Una volta unite le mandorle proseguire la cottura per circa 8/10 minuti, sempre coperto.
Nel mentre preparare il caramello al limone con 100,00 g di acqua, 100,00 di zucchero, la scorza del limone ed il suo succo filtrato.
Con netto anticipo preparare l'uovo barzotto.
Portare al bollore l'acqua, introdurre delicatamente le uova e cucinare per 6 minuti.
Estrarre, sgusciare, raffreddare, immergere totalmente nella salsa di soia.
Io ho legato un filo attorno all'uovo in modo che una volta liberato rimanesse un motivo decorativo:)
Lasciare nel liquido per un paio d'ore.


Estratto il riso l'ho legato con un cucchiaio di burro, spolverato con altro sale alle alghe, ho appoggiato l'uovo inclinandolo leggermente in modo che una volta "decapitata" la calottina il tuorlo possa colare su riso, cavoletti e tutto il resto.
Si chiude con un bel giro di caramello al limone, lucido, dolce e goloso:))


Con questa ricetta ricomincio a giocare all'MTC ....evviva!!!

giovedì 28 agosto 2014

Gnocchi parigini meringati alle mandorle e speck!

Un cuore assolutamente morbido, lieve, una consistenza "soffiata" che si conclude con un disco croccante, saporitissimo e che spezzettandosi sotto la forchetta si abbraccia alla crema sapida che avvolge i gnocchi....tutto in un piatto....a dir poco golosissimo!!!!!

Ecco cosa serve e come fare per ottenere 6 porzioni individuali di gnocchi parigini meringati:


farina "00"               g 125+40
burro chiarificato    g 50  +40
latte                      ml 250+500
uova                             3  + 1
parmigiano              g 30
gruyère                    g 30
panna                   ml  50
speck                      g 50
mandorle lamelle   g 50
caffè  macinato       g  5
sale. pepe, noce moscata


Portare a bollore 250 ml di latte con una presa di sale, noce moscata e 50 g di burro in fiocchetti.
Appena quest'ultimo si sarà sciolto allontanare dalla fiamma ed unire 125 g di farina "00", mescolare energicamente, rimettere al fuoco sempre mescolando finchè la pasta non si staccherà dalle pareti con un leggero sfrigolio.
Passare il composto in una conca, lavorare e lasciar intiepidire.
Unire uno alla volta le 3 uova, incorporandole gradualmente e totalmente, le fruste elettriche a gancio facilitano l'operazione.
In ultimo unire il parmigiano grattugiato, mescolare, passare in sac à poche con bocchetta liscia.
Portare al bollore una pentola d'acqua salata, spizzare e lasciar cadere dei cilindri di impasto di circa 2 cm tagliandoli con un coltellino.
Appena affiorano scolarli con la schiumarola ed allargarli su di  un telo( non vogliamo che cuociano troppo e diventino eccessivamente molli).
Fondere i 40 g di burro, unire lo stesso peso di farina, mescolare ed incorporare rapidamente, unire gradualmente i 500 ml di latte, sale, noce moscata, se piace pepe.
Allontanare dalla fiamma incorporarae il tuorlo dell'ultimo uovo, la panna ed il gruyère.
Allineare gli anelli su di una placca e disporre a strati un poco di gnocchetti, un poco di salsa per 3 volte, terminando con i gnocchetti ed avendo cura che vi avanzi della salsa.
Unire a quest'ultima l'albume montato a neve ferma e stendere uno strato uniforme su ogni porzione di gnocchi.
Cospargere la superficie con le mandorle a lamelle e lo speck tagliato a bastoncini.
Infornare a 170° per 10 minuti, proseguire per i successivi 10 a 190°, concludere con un minuto di grill alla massima potenza.
Estrarre, cospargere con poco caffè macinato.....pronto e goloso!

Di secondo proponiamo il "coniglio ai cinorrodi e caramello di more", ma questa, come sempre....è tutta un'altra storia!!:))



martedì 12 agosto 2014

La voglia.....e il calamaro

Notte insonne,
Troppe zanzare, troppo umido.
Gatto che miagola, gatti del vicinato che rispondono.
Gli zampironi non funzionano......non abbastanza, mai abbastanza!!!!!!!
Il cane non smette di grattarsi, la dermatite lo divora.
Provo con un libro, ma ci vedo poco e male.
Il sudoku mi fa impazzire in pochissimi minuti e strappo la pagina:((
Pochi minuti alle 6  tento la carta del tapis roulant a ritmo di musica, funziona per mezz'ora, oltre non resisto.
Davvero troppo fuori allenamento:((((((((((
Doccia....quasi come nuova!
Alle 7 la giornata decolla con un'idea....ed una voglia improvvisa che mi illumina e cancella l'infernale nottata.

Una voglia precisa e chiara, più che voglia, una necessità......scatta la caccia al calamaro!!!!

Non è difficile, il carretto del pesce si trova senza cercarlo ed il calamaro, inconsapevole e senza scelta è ormai mio.

Il resto.............è nel piatto!!:)))



Per questa VOGLIA DI CALAMARO servono per 4 pax:

4 calamari medi
600 g di patate
4 zucchine piccole
1 carota
4 falde di peperone giallo
4 falde di peperone rosso
2 scalogni
la scorza di un limone bio
la buccia di una melanzana
30 g pecorino grattugiato
1/2 bicchiere di vino pigato
25 g burro di cacao
100 g olio evo + 2 cucchiai + olio necessario per friggere
sale, pepe, maggiorana


Il giorno prima( ma anche molto prima) preparare l'olio che si grattugia.
Fondere il burro di cacao, allontanare dalla fiamma, lasciar raffreddare.
Prima che si solidifichi unire a filo l'olio( il rapporto è di 1: 4, 25 g burro di cacao per 100 g di olio).
Amalgamare perfettamente, unire sale, pepe, maggiorana.
Disporre in contenitore e congelare.
Grattugiare( utilizzare una grattugia tenuta in freezer) e riporre nuovamente in freezer.

Il giorno stesso: pulire accuratamente i calamari, separare tentacoli e sacca, estrarre le interiora e la penna, lavare sotto acqua corrente, tamponare con carta.
Cuocere al vapore le patate con la buccia.
Passare allo schiacciapatate, condire con sale, pepe, maggiorana fresca, scorza di limone grattugiata, preservare.
Affettare finissimamente la buccia di una melanzana prelevata con un pelapatate.
Alla stessa maniera affettare la metà delle altre verdure ottenendo un mix di "spaghetti" coloratissimi.


 Tritare lo scalogno, appassire in un cucchiaio d'olio, unire i tentacoli e le alette del calamaro già tritate, lasciar andare un minuto unire la restante parte delle verdure ridotte in dadolata minuta.
Cuocere rapidamente a fiamma alta, la verdura deve risultare integra, assolutamente non sfatta.
Salare, unire alle patate, mescolare molto bene.
Disporre in sac à poche, colmare i calamari senza riempirli fino all'orlo, sigillare con due stuzzicadenti.
Avanzerà un poco di ripieno, unire a questa parte il pecorino grattugiato, distribuire in una piccola teglia all'altezza di un centimetro, passare al forno 5 minuti e poi far colorire sotto il grill, preservare.
Una volta tiepido tagliare e ricavare quattro rettangoli che serviranno da basi.
Scaldare l'ultimo cucchiaio d'olio, unire i calamari, rosolare da tutti i lati, sfumare con il pigato, coprire, portare a cottura.
Lasciare intiepidire.


Allineare i piatti, disporre in centro ad ognuno di essi uno "zoccolo" di patate gratinate al forno, affettare i calamari, distribuire le fette, sormontandole leggermente le une alle altre.
Friggere rapidamente gli spaghetti di verdura, passarli su carta assorbente, arrotolarli a matassina e disporre sopra o ai lati delle rondelle di calamaro.
"Spolverare" con un cucchiaio di olio da grattugiare conservato in freezer.

Estremamente delicato.......e colorato!

mercoledì 6 agosto 2014

Streusel al caviale di more

Questa è davvero per principianti....principianti golosi, si intende!

La ricetta base degli streusel la conoscono tutti e non è possibile dimenticarla in quanto è il "tipico caso di tpt", cioè tant pour tant. il che significa che occorrerà lo stesso identico peso dei quattro ingredienti che compongono l'impasto.

Tipo: 100 g di farina "00", 100 g di farina di mandorle, 100 g di zucchero, 100 g di burro

La variante, semplicissima, è quella di sostituire la farina di mandorle( ma anche di nocciole, o pistacchio) con lo stesso peso di frutta liofilizzata e polverizzata, tutto qui.

Per quattro porzioni ho utilizzato:
100 g di farina "00"
100 g di frutti rossi liofilizzati( lamponi, fragole, mirtilli e more)
100 g di zucchero semolato
100 g di burro
100 g di panna montata
1 cucchiaio di zucchero velo
1 pizzico di sale
100 g di more fresche
qualche fogliolina di menta fresca e piccolissima

Mescoliamo farina e frutta liofilizzata, uniamo lo zucchero e poi il burro a tocchetti.
Lavoriamo, compattiamo con la punta delle dita, formiamo una palla, proteggiamo con pellicola e passiamo al frigo tutta la notte.

Allineiamo i coppapasta necessari su di un foglio di silpat.
Utilizzando una grattugia a fori larghi grattugiamo l'impasto fino a coprire interamente il fondo dei cerchi, bisogna raggiungere 1 cm di altezza.

Inforniamo a 160° per 10 minuti.

Estraiamo dal forno e lasciamo raffreddare completamente.




Nel mentre montiamo la panna in una ciotola ben fredda lavorando con le fruste ed unendo lo zucchero velo e la punta di sale.

Frullare e e passare al setaccio la metà delle more, unirle alla panna montata.

Sovrapporre una parte del composto alla base ormai del tutto fredda, cospargere con briciole di streusel, coprire con altra panna alle more e riporre in abbattitore.

Separare tutti i "chicchi" delle restanti more ed ottenere un "caviale"

Cospargere i dolci con il caviale di more, decorare con piccole foglie fresche di menta e volendo limone candito.



Che dire...a volte è bello rilassarsi, in fondo la bontà è una cosa davvero semplice!!!!!!!!!!!!!!