Mischia, frulla, componi e scomponi, nasce un gioco divertente e soprattutto buono, signori....... ecco a voi
IL RAVIOCCOLO
Come già detto il mio orto in questo periodo si autogestisce( grande scusa per non fare un tubo!) e di conseguenza mi sono nuovamente attaccata a quel che c'è, sfruttando pochissimi ingredienti e qualche strumento datato....più di me!
Ho raccolto un bel mazzo di biete, quelle crescono proprio ovunque, le ho lavate e cotte in padella solo con l'acqua non sgrondata, lasciate intiepidire, strizzate, ripassate in padella con un cucchiaio di burro.
Come seconda operazione ho "attaccato" la riserva di patate, ecco, con quelle abbiamo veramente esagerato, ne abbiamo ben 10 casse.
Ho fatto cuocere al vapore alcune patate, poi le ho passate al setaccio e pesate.
Ho unito 1 uovo intero a 600 g di patate, sale e SOLO 50 g di farina "00", quindi davvero pochissima pensando alla classica proporzione del gnocco.
Ho impastato aiutandomi con una spatola ed ottenuto un panetto soffice e bello patatoso.
A questo punto entra in scena "uno di famiglia", qualcosa che nel tempo mi ha accompagnata come preziosissima eredità ......uno dei miei giganteschi taglieri, testimoni del tempo e di mille feste di famiglia.
Ne ho ben 3, ad ognuno di essi sono legate infinità di ricordi, ogni volta che ci poso le mani sopra si riapre un dialogo mai chiuso con chi le mani le ha posate prima di me ed è davvero bellissimo.
Sul retro sono tutti dipinti, ne ho fatto delle insegne di benvenuto per gli amici che vengono a bersi un bicchiere di vino!!
Ed eccone altri........
i taglieri appesi sotto il portico sono il rifugio prediletto dei gechi, guardate se ne sposto uno chi ci sonnecchia dietro
Undici invece( Undici è uno dei miei gatti) ritiene che l'erba del vicino sia se non più verde almeno più comoda, quindi ha saltato il fosso e si è fatto una cuccia un po' più là, per osservarci da un punto di vista superiore!!
....non so com'è, ma io nel mio orto mi "perdo " sempre, vago e divago alquanto!
Tornando a noi, sempre su quel bel tagliere ho steso l'impasto(dopo aver infarinato il piano) e l'ho diviso in più parti.
Si può usare una rotella oppure un coppapasta a seconda della forma scelta.
Dentro ogni cerchio, di circa 15 cm di diametro ho alloggiato una cucchiata di biete già mescolate con 40 g di prescinseua, la quagliata tipica della nostra cucina ed una punta di peperoncino fresco tritato finissimo, poco, il mio è davvero potentissimo!
A questo punto si affronta l'operazione più delicata, si chiudono i lembi della pasta tirandoli verso il centro, poi si deve trasportare il tutto, il che è difficile perchè l'impasto è molto fragile( praticamente sono solo patate) quindi consiglio di aiutarsi alloggiando preventivamente il disco su di un foglio di carta forno e sollevando il tutto.
Il ravioccolo andrà posato su di una piastra liscia già ben scaldata, poi si sfilerà la carta.
Cuocere a fiamma alta per circa 3 minuti muovendo il ravioccolo sulla piastra perchè non bruci.
Premere nel centro creando una fossetta e scoccare al suo interno il tuorlo di un uovo, proseguire la cottura ancora un minuto, completare con qualche fiocco di sale ed un giro di pepe.
La pasta risulterà soffice, morbida, appena più consistente di un puré, il tuorlo assolutamente colante.
A proposito, questa è Spotorno, Riviera Ligure di Ponente...adesso anche chi viene da Oslo ci può trovare;))
Dagli orti liguri................grandi saluti a tutti!

















