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venerdì 16 agosto 2013

Tostada e corzetti.....la liguria incontra il Messico



Big Mac......tu mi fai ridere!!!!!!!!!!!

Abbiamo messo insieme il meglio, la nostra tradizione e la "loro", quella messicana, intendo!

Ne è uscito un boccone che chiede di spalancare la bocca per bene, ma lo sforzo vale totalmente l'assaggio!!!!!
Oggi nessuno si è fatto male, anzi, mandibole in movimento, musica per le mie orecchie:)))






Come funziona:
 i corzetti, si sa, sono un formato di pasta tipico della mia zona, si producono manualmente con uno stampo in radica di ulivo.
I più fortunati(yuppie!!!) ne hanno uno famigliare, di vecchia data, che ha già lavorato parecchio e che reca il blasone di famiglia, il logo del ristorante, oppure simboli cristiani, la croce, la spiga.




La tostada al contrario viene da più lontano, dal Messico, ma non si è affatto offesa della "coppia combinata" a sua insaputa, anzi!!

Si fa bollire un bel pezzo di noce di manzo con la cipolla. Una volta cotta si estrae, si lascia riposare un pochino e si sfilaccia interamente. 
Si prosegue preparando tutte le verdure, pomodori, carote, funghi, cipolla rossa e peperoncini. 
Ora si possono mescolare verdure e manzo, correggere sapidità e piccantezza, unire gli aromi prescelti, nel mio caso maggiorana e scorza di limone.
 Invece che le tortillas ho alternato a strati i nostri corzetti ben al dente e ben scolati!

Unica regola, premere ed usare rigorosamente le mani....sennò non vale per niente;))!


domenica 14 luglio 2013

A bordo mare

Non solo "vista mare"... troppo semplice!
Quando si dice "cucina a bordo mare" per me s' intende proprio qualcosa di questo genere....





....e cioè essere direttamente sulla sabbia, avere intorno bambini che giocano, bagnanti incuriositi che di ritorno dall'ultimo bagno indugiano e guardano cosa bolle in pentola!




Per la nostra serata tutta messicana la spiaggia s'è infuocata anche dopo il tramonto con un chili ricco ed intenso, ma anche con l'immancabile guacamole proposto però con l'aggiunta di rubinei chicchi di melograno( dritta che mi arriva da una chef di Acapulco!)




e non ci sarebbe sembrato bello privarvi della gioia di un "bicchierino" di frijoles refritos che abbiamo voluto servire accompagnati da una crema di Casatella, concassé di pomodoro  e riccioli di pasta fritta.





Il nostro viaggio continua, questa volta profumeremo l'aria di Albissola e certamente quella del Prana con l'intensità delle spezie che solo l'India potrebbe regalarci.

Se amate i chutney, la raita, i curry succulenti e profumati, ma pure la croccantezza dei pappadum e la dolcezza dei burfi, allora,  in questo caso.....non perdete l'occasione di una "serata indiana a bordo mare"..potrebbe essere davvero speciale;)))






giovedì 26 gennaio 2012

Mexican starter

Le notti stanno diventando il mio terreno di caccia.
Mi ritrovo alle 3, alle 4, ma pure alle 5 a "frugare" fra le vostre pagine e leggervi.
Non riesco ad organizzarmi meglio, il tempo notturno mi appare più propizio e la caccia più fruttuosa.
Sono silente....ma presente.

Vi propongo due piatti ispirati da un'amica chef cremonese, straordinariamente creativa e di una semplicità e umiltà imbarazzanti.
Volevamo partecipare ad una competizione gastronomica in coppia....purtroppo gli impegni non ce lo hanno consentito e le elaborazioni sono proseguite parallelamente....in due cucine diverse ma emotivamente vicine.

Variazioni sul tema wafer, non dolce, salato.
Il primo piatto è di ispirazione messicana si tratta di
L'UOVO CHUPITO CON SALSA ALLA TEQUILA, CRUDITE', BROCHETTE DI CRESPELLE E FORMAGGIO DI CAPRA.


Il nome è lungo, ma non preoccupatevi, racchiude già in sè anche la spiegazione, è un piccolo starter per iniziare con grinta, bocconcini pieni di sapore, di piccantezza(il peperoncino), di sapidità(il formaggio di capra), di acidità( il lime) di profumo(la tequila), di freschezza(le crudités).
Trasformare l'uovo in un bicchierino è semplicissimo, basta  sgusciarlo ed inserirlo in uno stampino, formina, bicchierino, premere bene e lasciarlo riposare.
L'operazione va compiuta a caldo. Una volta ottenuta la forma desiderata si procede alla "carotatura" , si svuota mantenendo perfettamente integro il fondo, così si ha un bicchierino efficace e sicuro.





La seconda elaborazione propone un sapore più delicato, per quanto ricco, si tratta di
WAFER TRIPLE CREAM


anche in questo caso ho realizzato delle mini crespelle( 3x3) però con farina di ceci, le ho asciugate in forno in modo che fossero sottilissime e croccanti e le ho montate con una tripla farcitura, una crema di carote e mandorle, una spuma di ceci, succo d'arancia e scorza  disidratata e polverizzata ed in ultimo zola.... triplo splash.....nè più....nè meno!