giovedì 31 gennaio 2013

Flamenquines....." à porter "!!



Sono in fermento, peggio dell'uva che ribolle nel tino.....vi avverto!!!

Ieri ho visto un filmato relativo alle produzione di cialde di riso in Thailandia, ma anche Vietnam e Cina,  si tratta di crepes sottilissime che vengono poi avvolte su di un bastoncino come lunghi  e stretti cannoli.
La notte passata non ci ho dormito, ho delle idee al riguardo  e credo che non troverò pace finchè non ci avrò messo pure le mani!!!

Domani parto all'attacco!!!

Oggi invece la faccenda è stata più semplice, l'orto si è prestato ad una facile, colorata e divertente interpretazioni dei più celebri flamenquines, praticamente un pieno di vitamine....e sapore.





                                             FLAMENQUINES……” A PORTER” 



Si tratta di una rivisitazione “alleggerita”dei celebri flamenquines, involtini tipicamente spagnoli preparati con carne di manzo, ma anche salsiccia e verdure, qui….solo verdure, ma molte, moltissime!

Servono:

1 porro

3 carote

1 mazzetto di biete da taglio

2 cipolle

1 peperone rosso

1 peperone giallo

20 peperoni dolci piccoli

1 peperoncino piccante fresco

1 uovo

Pan grattato

Nocciole

Olio arachide

10 spaghetti,

Sale, pepe, cumino, prezzemolo, limone, olio evo

Procediamo:

In una pentola d’acqua bollente salata sbianchire il porro tagliato in tronchetti di 10 cm, le cipolle private della prima pelle e tagliate a metà, le biete lavate e le carote pelate e tagliate in tocchetti di 10 cm.

Scolare e fermare con acqua e ghiaccio( mantenere le carote qualche minuto in più).

Infornare i peperoni interi preventivamente lavati, compresi i piccoli dolci e portare a cottura.

Asciugare bene le verdure.

Sfilare gli “anelli” di porro.

Stendere i fogli di bieta, asciugare ancora ed appiattire bene, collocare sopra un cilindro di carota( che sarà quindi l’elemento centrale) ed avvolgere totalmente.

Stendere ora le cipolle su di un foglio di pellicola e formare una sorta di “lenzuolo”, sono flessibili, non sarà difficile.

Disporre sopra il roll di bieta ed avvolgere aiutandosi con la pellicola.

Inserire il tutto in un primo anello di porro che renderà più stabile e compatto l’involtino.

Inserire ora l’intero flamenquin in un piccolo peperone dolce privato delle estremità e dei semi interni.

Avvolgere ancora in un foglio di bieta e successivamente in una falda di peperone variando i colori( se il peperone piccolo era giallo usatene ora uno rosso).

Stringere bene a caramella in un foglio di pellicola e riporre in frigo per 30 minuti.

Mescolare pan grattato e le nocciole tostate e tritate.

Battere l’uovo e passarvi i flamenquines, successivamente rotolare nella panure.

Portare l’olio di arachide a temperatura e friggere tutti gli involtini.

Scolare, lasciare intiepidire, con un coltello ben affilato tagliare in 5 parti( circa 2 cm).

Inserire ogni rondella fritta in un ultimo anello di porro ridotto alla stessa dimensione.

Infilare sugli spaghetti secchi piccolissimi quadratini di carota sbollentata( circa ½ cm), passare in acqua bollente salata, scolare molto al dente e poi friggere dando la forma desiderata( in questo caso una U)

Asciugare su carta assorbente ed infilare le due estremità ai lati del flamenquin come da foto.

Preparare il condimento con limone, sale, pepe, olio evo, peperoncino fresco, cumino e prezzemolo tritato.

Irrorare abbondantemente i flamenquines e servire tiepidi.







ma adesso devo assolutamente farvi vedere il breve e semplice filmato che  mi toglie il sonno ....attacco d'infantilismo acuto, ma io ci devo assolutamente mettere le mani.....è o non è una grandissima figata?!!!:))



7 commenti:

Grazia ha detto...

Noooo le avevo dimenticate...Stupende ! Sai che le ho mangiate in Thailandia ma le ricordo soprattutto leggermente più doppie portate a tavola in un ristorante chic di Hong Kong da mangiare attorno a piccoli bocconi di anatra laccata.Ti prego studiaci e rivelaci come si fanno. Sembrano facili raggiunta la giusta densità della farina di riso e ...acqua? Ti aspetto genio !!! Grazie già da ora.Stupendi i tuoi cestini. Ma tu fai corsi?

Grazia ha detto...

Voglio precisare che le rice papers di Hong Kong non erano fritte come nei spring rolls cinesi o vietnamiti ma erano proprio così come nel filmato, una sopra l'altra,bianchissime e morbide, portate a parte, da avvolgere via via intorno all'anatra. Molto più particolari.Ma forse sai già tutto, oh divina !!

Sabrina Fattorini ha detto...

Fabiana, sei incredibile! Resto 2 giorni fuori e tu mi fai i tacos con i pici, oggi questo ... Poi chissa' cosa ci inventi dopo il video che ci hai proposto!Sei formidabile!

Fabiana ha detto...

Grazia: vero...il segreto è proprio nella giusta densità. Oggi ho lavorato sullo strumento, ho svuotato un salino di quelli di plastica, praticamente un tubo e ho fatto sul fondo un sacco di buchetti con il trapanino....vediamo se funziona!!!!
Un viaggio ad Honh Kong....super spettacolo!!!!
Sabri: grazie!!!! In effetti ho qualche idea che mi sta girando nella zucca...c'è parecchio spazio lì dentro!!!

mari ►☼◄ lasagnapazza ha detto...

Fabiana, ma quanto sei brava? Ti faccio davvero i miei complimenti, ti conosco da poco e ogni volta che capito qui resto a bocca aperta!

Letizia - The miss tools ha detto...

Ma tu sei un vulcano di idee!!!!....Son contenta di essere capitata qui, piacere di conoscerti :) Da oggi mi trovi tra i tuoi lettori Ti va di passare da me?....dai, ti aspetto! Ciao!

Grazia ha detto...

Ce lo dici vero se l'esperimento delle rice papers riesce? Non importa quando.