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martedì 29 ottobre 2013

Ruvido e dolce....come tutte le storie d'amore


....e questa lo è, in pieno!
Ricordavo un sapore, lo avevo ancora sul palato nonostante fossero passati anni.
Il ricordo, come avviene spesso, era modificato dal tempo e dal momento e la sua completa inafferrabilità me lo rendeva più dolce ed indispensabile.
Così l'ho inseguito, a lungo, poi.....l'ho raggiunto e riconosciuto.


Nasello alla salvia, patate al cartoccio, cipolle infornate



Questo piatto parla della dolcezza infinita di una cipolla rossa di Tropea ben accartocciata nel suo cappottino di stagnola e cotta a bordo stufa per un'ora e mezza....pure qualcosa di più, si deve sfogliare, deve essere cedevole e fondente....ma senza sciogliersi.


Parla della delicatezza di un bocconcino di nasello tenuto a bagno nel latte e poi rotolato nella salvia.
La cottura gli regalerà una crosticina croccante, intensa ed anche lievemente amara.


Parla di una patata ben spazzolata, fasciata, cotta al forno e poi ripassata in padella, nello stesso burro dov'è stato cotto il pesce.
L'interno deve essere assolutamente compatto, asciutto, l'esterno un po' rustico, ruvido.


Comporre il piatto è semplicissimo, tutto deve stare vicino e fondersi al palato per diventare memorabile per un lungo....lunghissimo tempo!